Saturday, July 7, 2007

NEWTON. La vita il pensiero i testi esemplari.

Oggi come ieri, in un qualsiasi corso universitario di matematica o di fisica ci si trova a che fare con i concetti, le ipotesi, e infine le leggi che nella lontana Inghilterra del 1650, un uomo che dedico l'intera vita allo studio, formulò e rese pubbliche per il bene della scienza. In quelli che furono degli anni ricchi di innovazione in matematica per esempio si ebbe a che fare per la prima volta con le derivate (fusioni) o con le anti derivate o in fisica con il moto, la gravità e la rifrazione della luce, tutti concetti che un "semplice" uomo dono' all'intera umanità. Quello che invece il presente dimentica e che non fa parte di questi corsi universitari non è di certo il concetto, che anzi, dato il modello nozionistico dell'attuale sistema universitario è di gran lunga ripetuto a memoria, ma quel che viene dimenticato è la storicità della scoperta. Ciò' che richiama l'idea alla persona, ciò' che lega una oramai accettato e comune concetto a una vita, a un respiro e a un soffio fatto di sentimenti, devozione e passione per la verità, l'unica cosa che forse oggi potrebbe nuovamente aiutare a creare un sentimento e una devozione per concetti che sono grandi e che non sono solo caratteri neri su fogli bianchi, in quelli che sono oramai i clienti della nostra società moderna fatta di consumo.

" Molto tempo passò prima che i Principia si imponessero nel continente. Si rese omaggio all'opera, alla sua perfezione e all'autore, ma essa fu considerata priva di ogni valore fisico. Se si pensa a quanto scriveva nel 1728 Voltaire, su Descartes e Newton, un anno dopo la morte di quest'ultimo, si può' facilmente capire quanto tempo impiegarono per la penetrare nella cultura pubblica queste nuove idee, oggi tanto familiari. Ecco qui il giudizio di Voltaire:
Un francese che arriva a Londra trova nella filosofia e in tutti gli altri campi radicali mutamenti. Ha lasciato un mondo e lo trova . A Parigi l'universo è fatto di vortici di materia sottile; a Londra nulla di tutto ciò. Da noi la pressione della Luna causa il flusso del mare: per gli Inglesi invece il mare gravita verso la Luna, di modo che mentre noi crediamo che la Luna debba darci l'alta marea, essi pensano invece che la marea debba essere bassa: disgraziatamente ciò non può' essere controllato, e infatti per poterlo fare sarebbe stato necessario esaminare la Luna e le maree fin dal momento della loro creazione. Noterete che il Sole, che in Francia non ha nessuna parte in questo problema, qui invece ci contribuisce per un quarto . Per voi cartesiani tutto avviene per impulso che non si capisce: per Newton si tratta di attrazione, la cui causa d'altronde è ugualmente incomprensibile .... "

Newton
La vita il pensiero i testi esemplari
Di
Avram Hayli.
I memorabili, edizioni accademia