Sunday, May 18, 2008

Il maestro e margherita. Bulgakov

La scacchiera intanto era tutta in subbublio, cometamente sconcertato, il re dal mantello bianco scalpicciava nella sua casa, alzando le braccia per disperazione. Tre bianchi pedoni-lanzichenecchi, con l'alabarda, guardavano smarriti un ufficiale che agitava la spada e indicava due case contigue piu' avanti, una biance e una nera, in cui si vedevano i cavalieri neri di Woland, su due focosi cavalli che battendo gli zoccoli scavavano le case.
Martgherita fu estremamente interessata e colpita nel vedere che i pezzi di scacchi erano vivi. Abbassato il binocolo, il gatto diede al suo re una pintarella nella schiena. Questo, disperato si nascose il viso fra le mani. disse piqno Korov'ev, con voce maligna.
<> replicoò Ippopotamo
Si mise a compiere questo esame in un modo piuttosto strano, cioè cominciò a fare delle boccacce e ad ammiccare al suo re.
<> osservò Korov'ev
<> Gridò Ippopotamo <>
In effetti, in lontananza si sentì il fruscio di numerose ali. Korov'ev e Azazello usciroso di corsa dalla stanza.
<> bofonchiò Woland, senza stacare gli occhi dal suo globo.
Appena Korov'ev e azzaleo scomparvero, Ippoportamo intensificò il suo ammiccare Il re bianco, finalmente capì ch ecosa si voleva da lui. Si strappò il manto, lo abbandonò nella casa e scappò via dalla scacchiera. L'ufficiale si mise sulle spalle il regale indumento abbandonato e occuò il posto del rè.
Korov'ev e Azazello Tornarono.


Il maestro e Margherita (nell'originale russo Мастер и Маргарита) è un romanzo di Michail Bulgakov, incentrato sull'idea di una visita del Diavolo nell'Unione Sovietica atea degli anni '30. Molti critici considerano quest'opera dallo spiccato contenuto satirico nei confronti dell'immobile realtà sovietica uno dei più grandi capolavori della letteratura russa del XX secolo. [1] Eugenio Montale definì il romanzo "un miracolo che ognuno deve salutare con commozione" [2], mentre Veniamin Kaverin scrisse "per originalità sarà difficile trovare un'opera che gli stia a pari in tutta la letteratura mondiale". [3]



E qui alcune illustrazioni del libro nei vari paesi ..

Sunday, November 4, 2007

Dino Buzzati, Il deserto dei Tartari

Egli continua a salire per arrivare alla Fortezza in giornata, ma più svelte di lui, dal fondo, dove romba il torrente, più svelte di lui salgono le ombre.

Così Dino Buzzati, accompagna noi e Giovanni Drogo verso la Fortezza, meta piena di prospettive per il nostro protagonista ..

Fino allora egli era avanzato per la spensierata età della prima giovinezza, una strada che da bambini semra infinita, dove gli anni scorrono lenti e con passo lieve, così che nessuno nota la loro partenza. Si cammina placidamente, guardandosi con curiosità attorno, non c'è proprio bisogno di affrettarsi, nessuno preme di dietro e nessuno ci aspetta, anche i compagni procedono senza pensieri, fermandosi spesso a scherzare. Dalle case, sulle porte, la gente grande saluta benigna, e fa cenno indicando l'orizzonte con sorrisi di intesa; così il cuore comincia a battere per eroici e teneri desideri, si assapora la vigilia delle cose meravigliose che si attendono più avanti; ancora non si vedono, no, ma è certo, assolutamente certo che un giorno ci arriveremo. Ancora molto? No, basta attraversare quel fiume laggiù in fondo, oltrepassare quelle verdi colline. O non si è per caso già arrivati? Non sono forse questi alberi, questi prati, questa bianca casa quello che cercavamo? Per qualche istante si ha l'impressione di sì e ci si vorrebbe fermare. Poi si sente dire che il meglio è più avanti e si riprende senza affanno la strada.
Così si continua il cammino in una attesa fiduciosa e le giornate sono lunghe e tranquille, il sole risplende alto nel cielo e sembra non abbia mai voglia di calare al tramonto.
Ma a un certo punto, quasi istintivamente, ci si volta indietro e si vede che un cancello è stato sprangato alle spalle nostre, chiudendo la via del ritorno. Allora si sente che qualche cosa è cambiato, il sole non sembra più immobile ma si sposta rapidamente, ahimè, non si fa tempo a fissarlo che già precipita verso il confine dell'orizzonte, ci si accorge che le nubi non ristagnano più nei golfi azzurri del cielo ma fuggono accavallandosi l'una sull' altra, tanto è il loro affanno; si capisce che il tempo passa e che la strada un giorno dovrà pur finire.
Chiudono a un certo punto alle nostre spalle un pesante cancello, lo rinserrano con velocità fulminea e non si fa tempo a tornare. Ma Giovanni Drogo in quel momento dormiva ignaro e sorrideva nel sonno come fanno i bambini.
Passeranno dei giorni prima che Drogo capisca ciò che è successo. Sarà allora come un risveglio. Si guarderà attorno incredulo; poi sentirà un trepestio di passi sopraggiungenti alle spalle, vedrà la gente, risvegliatasi prima di lui, che corre affannosa e lo sorpassa per arrivare in anticipo. Sentirà il battito del tempo scandire avidamente la vita. Non più alle finestre si affacceranno ridenti figure, ma volti immobili e indifferenti. E se lui domanderà quanta strada rimane, loro faranno si ancora cenno all'orizzonte, ma senza alcuna bontà e letizia. Intanto i compagni si perderanno di vista, qualcuno rimane indietro sfinito, un altro è fuggito innanzi, oramai non è più che un minuscolo punto all'orizzonte. Dietro quel fiume -dirà la gente -ancora dieci chilometri e sarai arrivato. Invece non è mai finita, le giornate si fanno sempre più brevi, i compagni di viaggio più radi, alle finestre stanno apatiche figure pallide che scuotono il capo.
Fino a che Drogo rimarrà completamente solo e all'orizzonte ecco la striscia di uno smisurato mare immobile, colore di piombo. Oramai sarà stanco, le case lungo la via avranno quasi tutte le finestre chiuse e le rare persone visibili gli risponderanno con un gesto sconsolato: il buono era indietro, molto indietro e lui ci è passato davanti senza sapere. Oh, è troppo tardi ormai per ritornare, dietro a lui si amplia il rombo della moltitudine che lo segue, sospinta dalla stessa illusione, ma ancora invisibile sulla bianca strada deserta.
Giovanni Drogo adesso dorme nell'interno della terza ridotta. Egli sogna e sorride. Per le ultime volte vengono a lui nella notte le dolci immagini di un mondo completamente felice. Guai se potesse vedere se stesso, come sarà un giorno, là dove la strada finisce, fermo sulla riva del mare di piombo, sotto un cielo grigio e uniforme e intorno ne una casa né un uomo né un albero, neanche un filo d'erba, tutto così da immemorabile tempo.


Ed è con queste pagine trascritte, che si può riassumere l'intero libro, che con tratti fiabeschi e ampie descrizioni degli stati d'animo dei personaggi, ispirato come lui stesso afferma in un intervista:

“dalla monotona routine redazionale notturna che facevo a quei tempi. Molto spesso avevo l’idea che quel tran-tran dovesse andare avanti senza termine e che mi avrebbe consumato così inutilmente la vita. È un sentimento comune, io penso, alla maggioranza degli uomini, soprattutto se incasellati nell’esistenza ad orario delle città. La trasposizione di questa idea in un mondo militare fantastico è stata per me quasi istintiva”.


D.B. cosi', con maestria, all'età di 33 anni, ci espone quello che potrebbe essere una favola in cui si esorta alla vita, una vita i cui moti devono dipendere dall'azione e non dalla speranza.

R.

Un commento piu' critico rispetto al mio lo trovate qui!

Sunday, August 5, 2007

Suad Amiry, Sharon e mia suocera

Durante la notte di martedì 4 dicembre nel quartiere sono arrivati dei nuovi vicini. A dispetto dell'ora antelucana e benchè fossimo in pieno Ramadan, hanno fatto un sacco di chiasso e strepito e non hanno dimostrato alcun riguardo. Erano un gruppo piuttosto numeroso e si muovevano su veicoli enormi, poco sensibili, diciamo così, all'ambiente e alla convivenza civile . [ ... ] Siamo rimasti li tutti in silenzio a guardarli da dietro le finestre chiuse, attenti a non fare il minimo rumore, spostandoci da una stanza all'altra per osservare da vicino ogni loro movimento. Piu' tardi, quella notte abbiamo finito per addormentarci con la testa che ci girava. Al risveglio, ci siamo trovati immersi in un silenzio profondo, un silenzio mortale, un silenzio pauroso, un silenzio che ci ha fatto capire che i nuovi vicine erao dei corpi estranei. [ ... ] L'unica violazione di questo silenzio mortale è la voce spettrale proveniente dall'altoparlante;: mamnou' altajawol khatta esharen akhar, divieto di circolare fino a nuovo ordine.

Quanto mi mancano le voci che gridano Bilaaaaaaaadi!

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In questo libro Suad Amiry rende in modo snello e accessibile cio' che è una realtà molto lontana dalla nostra quotidianità italiana, contaminata cosi' tanto oramai da inettitudine e poco senso critico. Un 'divertente' spaccato di vita quotidiana nei territori medio orientali occupati.Un modo come un altro per avere l'illusione di sentirsi un po' di piu' cittadini del mondo, stando comodamente seduti sul divano di casa propria.

Per la seria, "Noi siamo quello che facciamo", un modo come un altro per provare a farsi un idea di cosa sia il mondo fuori dai confini di casa propria. Inutile dire che un giorno pianificherò un viaggio da quelle parti, per prendere la via del "Sono quel che faccio".

R.

Saturday, July 7, 2007

NEWTON. La vita il pensiero i testi esemplari.

Oggi come ieri, in un qualsiasi corso universitario di matematica o di fisica ci si trova a che fare con i concetti, le ipotesi, e infine le leggi che nella lontana Inghilterra del 1650, un uomo che dedico l'intera vita allo studio, formulò e rese pubbliche per il bene della scienza. In quelli che furono degli anni ricchi di innovazione in matematica per esempio si ebbe a che fare per la prima volta con le derivate (fusioni) o con le anti derivate o in fisica con il moto, la gravità e la rifrazione della luce, tutti concetti che un "semplice" uomo dono' all'intera umanità. Quello che invece il presente dimentica e che non fa parte di questi corsi universitari non è di certo il concetto, che anzi, dato il modello nozionistico dell'attuale sistema universitario è di gran lunga ripetuto a memoria, ma quel che viene dimenticato è la storicità della scoperta. Ciò' che richiama l'idea alla persona, ciò' che lega una oramai accettato e comune concetto a una vita, a un respiro e a un soffio fatto di sentimenti, devozione e passione per la verità, l'unica cosa che forse oggi potrebbe nuovamente aiutare a creare un sentimento e una devozione per concetti che sono grandi e che non sono solo caratteri neri su fogli bianchi, in quelli che sono oramai i clienti della nostra società moderna fatta di consumo.

" Molto tempo passò prima che i Principia si imponessero nel continente. Si rese omaggio all'opera, alla sua perfezione e all'autore, ma essa fu considerata priva di ogni valore fisico. Se si pensa a quanto scriveva nel 1728 Voltaire, su Descartes e Newton, un anno dopo la morte di quest'ultimo, si può' facilmente capire quanto tempo impiegarono per la penetrare nella cultura pubblica queste nuove idee, oggi tanto familiari. Ecco qui il giudizio di Voltaire:
Un francese che arriva a Londra trova nella filosofia e in tutti gli altri campi radicali mutamenti. Ha lasciato un mondo e lo trova . A Parigi l'universo è fatto di vortici di materia sottile; a Londra nulla di tutto ciò. Da noi la pressione della Luna causa il flusso del mare: per gli Inglesi invece il mare gravita verso la Luna, di modo che mentre noi crediamo che la Luna debba darci l'alta marea, essi pensano invece che la marea debba essere bassa: disgraziatamente ciò non può' essere controllato, e infatti per poterlo fare sarebbe stato necessario esaminare la Luna e le maree fin dal momento della loro creazione. Noterete che il Sole, che in Francia non ha nessuna parte in questo problema, qui invece ci contribuisce per un quarto . Per voi cartesiani tutto avviene per impulso che non si capisce: per Newton si tratta di attrazione, la cui causa d'altronde è ugualmente incomprensibile .... "

Newton
La vita il pensiero i testi esemplari
Di
Avram Hayli.
I memorabili, edizioni accademia


Sunday, February 18, 2007

Hello world !!

Eccoci qui per sperimentare come la blog comunity potrebbe tornarci utile, ovviamente è l'egoismo che ci spinge a sfruttare queste possibilità, sperando di usare la tecnologia e non finire con l'esserne usati il tentativo è quello di scrivere piccoli pensieri sui libri da noi letti, sperando cosi' di suscitare curiosità negli avventori di questo blog e di fornire con i loro commenti nuovi spunti per le vostre e nostre nuove letture.

Saluti.