Durante la notte di martedì 4 dicembre nel quartiere sono arrivati dei nuovi vicini. A dispetto dell'ora antelucana e benchè fossimo in pieno Ramadan, hanno fatto un sacco di chiasso e strepito e non hanno dimostrato alcun riguardo. Erano un gruppo piuttosto numeroso e si muovevano su veicoli enormi, poco sensibili, diciamo così, all'ambiente e alla convivenza civile . [ ... ] Siamo rimasti li tutti in silenzio a guardarli da dietro le finestre chiuse, attenti a non fare il minimo rumore, spostandoci da una stanza all'altra per osservare da vicino ogni loro movimento. Piu' tardi, quella notte abbiamo finito per addormentarci con la testa che ci girava. Al risveglio, ci siamo trovati immersi in un silenzio profondo, un silenzio mortale, un silenzio pauroso, un silenzio che ci ha fatto capire che i nuovi vicine erao dei corpi estranei. [ ... ] L'unica violazione di questo silenzio mortale è la voce spettrale proveniente dall'altoparlante;: mamnou' altajawol khatta esharen akhar, divieto di circolare fino a nuovo ordine.
Quanto mi mancano le voci che gridano Bilaaaaaaaadi!
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In questo libro Suad Amiry rende in modo snello e accessibile cio' che è una realtà molto lontana dalla nostra quotidianità italiana, contaminata cosi' tanto oramai da inettitudine e poco senso critico. Un 'divertente' spaccato di vita quotidiana nei territori medio orientali occupati.Un modo come un altro per avere l'illusione di sentirsi un po' di piu' cittadini del mondo, stando comodamente seduti sul divano di casa propria.
Per la seria, "Noi siamo quello che facciamo", un modo come un altro per provare a farsi un idea di cosa sia il mondo fuori dai confini di casa propria. Inutile dire che un giorno pianificherò un viaggio da quelle parti, per prendere la via del "Sono quel che faccio".
R.
Sunday, August 5, 2007
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